Poesia di Michele Barile e fotografia di Enzo Milazzo

 Il tempo è finito

 

Quel che rimane è paglia
covoni di paglia
sterpi di paglia
sulle esauste zolle
sotto il cielo
che ha dorato le spighe

Sazieranno bocche
di fedeli armenti
premio al loro
mai tradire le attese

Nulla è vano

Sarà fuoco
e poi parrà morte
ma morte non è
morte non sarà

Il vecchio, contorto mandorlo
o il fratello ulivo
o il cugino carrubo
o il solitario sorbo
testimoni da secoli

sanno che mani solerti

torneranno ad arare
torneranno a togliere sassi
torneranno a rafforzare difese
torneranno a seminare
torneranno a togliere zizzania
torneranno a sperare
torneranno a sorridere assieme ai papaveri
torneranno a temere se il cielo nero di rabbia
torneranno a gioire cogliendo
del sudore il frutto.

Il cielo offre bianche nuvole
Festose anche loro d’avere
dissetato verdi germogli
Festoso quel vento che ha asciugato
le spighe
del caldo pane che profuma
l’aria.

Non sarà morte
ma altra Resurrezione.

 

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