DIFETTOSA

Ho appena finito di leggere le poesie del libro che hai presentato ai Labirinti, così ho deciso di scriverti subito per non perdere il riverbero delle suggestioni che si sono appoggiate nei miei occhi dal turbinio che sollevi coi tuoi versi. So che nei prossimi giorni lo rileggerò, resistendo stavolta alla frenesia che mi ha preso di leggerlo tutto d’un fiato come se in fondo non si trattasse che di un unico volo sconfinato, infranto in tante schegge lucide e taglienti dietro le quali rincorrersi per poi ritrovarsi al momento di una fine che non può che essere un inizio “nuovo”, tanto è acceso di vita. Quanto coraggio e verità nella tua poesia, tanto rari nella poesia di coloro che si fanno poeti senza conoscere il rapporto reciprocamente vivificante tra la lettera e la vita. Tu questo rapporto lo conosci bene, e lo dimostri; è un rapporto intimamente e profondamente vissuto, con le sue lotte durissime e l’altezza assaporata e sublime delle sue vette, toccate come se già fossero un’esperienza possibile a questa nostra esistenza. Le tue poesie colpiscono con franca immediatezza, e cadono nel profondo, dove sono certo continueranno il loro lavoro. Dentro le tue parole si sente scorrere la linfa della tua ispirazione, che è fatta di anima e sangue, ci si sente la vita; e che è il giusto contraltare a quella timidezza e alla giusta ritrosia nel “dire di più” con cui ti sei raccontata alla presentazione ai Labirinti, che credo di comprendere bene perché per tanto tempo è stata anche la mia. Come vedi, gli aspetti tecnici e stilistici li lascio ai critici. Credo che l’aspetto fondamentale che fa o non fa la poesia, è quando l’autore riesce a portarmi dove ancora non ero stato, e ad ampliare il mio mondo attraverso la sua visione poetica, ovvero il suo particolare modo di percepire e rappresentare sé stesso e il mondo. Stasera, grazie al tuo libro, il mio mondo è un po’ più vasto e ricco.

SIMONE SANTI

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